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Miti e leggende sul tè

Miti e leggende sul tè


3.000.000 tonnellate di té raccolti ogni anno. Più di 1.900.000 tazze consumate a minuto in tutto il mondo. Da dove viene questa cultura del té ?


Nel VI secolo, Bodhidharma , monaco originario del sud dell'India, partì per la Cina per predicare il buddismo e fondò la scuola Chan, divenuta in Giappone la scuola Zen conosciuta in Occidente .


Soprannominato il grande viaggiatore e il monaco dagli occhi chiari , Bodhidharma è ben conosciuto in Cina, Corea, Giappone e Vietnam, dove si dice che avesse le caratteristiche di un monaco con la barba un po' irsuta, con enormi occhi e sopracciglia folte e l'aria severa .


La leggenda narra che durante una delle sua lunghe meditazioni, Bodhidharma si addormentò e avrebbe fatto sogni voluttuosi. Per evitare che ciò accadesse di nuovo, si recise le palpebre le quali cadendo a terra germogliarono nella prima pianta di té, scoprì che le foglie, quando venivano masticate, avevano il potere di mantenere la mente vigile.


Secondo un'altra leggenda, il tè venne consumato come bevanda per la prima volta quando le foglie di tè caddero nella ciotola di acqua calda che l'imperatore cinese Shen Nong aveva in mano. Curioso, l'imperatore assaggiò questa miscela strana e fu sedotto dal suo aroma e dalle sue proprietà stimolanti.


Queste sono solo leggende,naturalmente..
Infatti, la scoperta dei contenitori del tè, risale al 2° secolo a.C. pare che il tè sia apparso in Cina durante la dinastia Han. In origine, il tè veniva utilizzato per insaporire l'acqua e veniva facilmente apprezzato per le sue proprietà terapeutiche, come alleviare la fatica, rafforzare la volontà e rilanciare la vista. Fu sotto la dinastia Tang (618-907) che il tè è stato chiaramente identificato come bevanda popolare.

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